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Phobb – Rip With Beer Stampa E-mail
Mercoledì 15 Maggio 2013 18:11

Tracklist
1. Rock Button
2. Drawn On A Wall
3. Johnny Guest
4. Jarhead
5. Shotgun
6. Crawling

Anno 2013
Label Sound Factory Studios
Web www.phobb.it
Voto 7

 

Dal titolo del loro EP di debutto, Rip With Beer, all’immagine in copertina e al suono, i cosentini Phobb non ci girano neanche troppo intorno a quello che vogliono proporre e suonare. È puro hard rock, niente di più e niente di meno.
Le tracce si susseguono molto velocemente e non c’è molto distacco dall’uno all’altro pezzo, segno di un’omogeneità che può apparire diversa in base al punto di vista dalla quale si guarda. Può essere sicuramente un plauso per gli stessi Phobb che hanno trovato subito un sound compatto e ben definito fin dall’esordio (considerando che non ci troviamo difronte a dei pivelli in ambito musicale), ma magari una pecca per chi ascolta, non riuscendo a trovare troppa varietà.
A parte questo appunto, che è soltanto un inciso e niente più, il sound c’è e i quattro fanno, quadratissimi, il loro sporco lavoro, distribuendo sprazzi di southern, come in Crawling l’ultimo dell’EP, ma con una forte connotazione c.d. “post-grunge” (i Creed, per intenderci); o ancora in Johnny Guest che suona compatta come gli episodi blues dei Black Label Society, tanto che nel ritornello – un cambio repentino che spezza l’incedere secco della strofa – la voce gutturale riporta proprio al timbro di Mr. Wylde. Non ci discostiamo da questo richiamo hard n southern se mettiamo play su Jarhead, fondata sul contrasto tra tempo sospeso e piccole marcette di intermezzo – e qui la batteria tira fuori gran parte del suo repertorio di conoscenza del drumming tipico del genere – o in Shotgun e Dran On A Wall, che sono l’emblema dell’headbanging e in cui si sprigiona ancora di più la passione per questo genere (vedi Drawn On A Wall che ci regala uno dei mood tipici, in cui la voce viene accompagnata dalla sola cassa e rullante).
È un EP che non ha molte sfumature ed è fedelissimo al genere perseguito dai quattro, con qualche piccola variazione qui e lì ma che in fin dei conti suona compatto ed è scolasticamente ben eseguito. Forse questo non potrà far distinguere il sound dei Phobb, rendendoli poco personali, ma se loro non cercano originalità e vogliono solo fare del puro hard rock, lo scopo è stato raggiunto!

Ghenaz

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